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Nella sala sono esposte alcune opere legate al tema della Passione di Cristo, come la suggestiva statua lignea che campeggia al suo centro, attribuita ad un ignoto intagliatore dell’Italia Centrale della prima metà XIII secolo, proveniente dalla Concattedrale, al pari di una tavola con la Mater dolorosa, in cui la Vergine appare presso un parapetto marmoreo sul quale poggiano simboli della Passione. Si tratta di una replica seicentesca – limitata alla sola figura della Madonna – del Cristo nel sepolcro con la Vergine di Alessandro Allori, firmato e datato 1580, di cui sono note numerose copie analoghe, a testimonianza della grande fortuna del soggetto che, nello sguardo sofferto della Madonna e nella sottolineatura degli elementi più fortemente devozionali, esprime il patetismo di una certa pittura riformata. Alla stessa temperie religiosa fa riferimento la tavola con Cristo portacroce, opera di un pittore fiorentino della metà del Cinquecento.

Sono inoltre presenti: un bel dipinto ottagonale con Cristo che benedice il pane, attribuito al fiorentino Matteo Rosselli, databile alla prima metà del Seicento; l’Allegoria della Passione di Gesù, riferita a un artista senese della seconda metà del secolo. Un Cristo flagellato di pittore toscano e il Volto Santo di ambito senese fanno riferimento entrambi al XVIII secolo. Il seicentesco San Filippo Neri rimanda invece ad un celebre modello realizzato dal pittore fiorentino Carlo Dolci (1616-1686).

La vetrina laterale accoglie, infine, preziose argenterie sei-settecentesche provenienti in gran parte da chiese della antica diocesi chiusina.