Chiusi – Labirinto

Uscendo nell’orto vescovile è possibile affacciarsi su un pozzo profondo circa venti metri. Numerosi sono i reperti lapidei di varie epoche che arredano il piccolo spazio del giardino della cattedrale. Si procede nella terrazza e si scendono scale in ferro: alla vista si offrono i risultati di scavi compiuti negli anni Ottanta, che hanno evidenziato i resti della cinta muraria di età romana, una porzione di muro ellenistico e ruderi di una torre medievale.

Il percorso museale prosegue attraverso un cunicolo reso percorribile con imponenti lavori conclusisi nel 1995. Il tratto liberato dai detriti accumulatisi nei secoli si addentra per circa 120 metri a una profondità di 10 metri e rappresenta solo una minima parte delle gallerie scavate nella collina composta da sabbia pliocenica (tufite) e da un conglomerato detto ‘tischio’, che sono collegate con la quota dell’insediamento urbano per mezzo di pozzi e cisterne. I cunicoli risalgono al IV secolo a.C. e servivano probabilmente allo smaltimento, drenaggio e approvvigionamento cittadino dell’acqua, ma l’immaginario popolare li ha trasformati nel mitico Labirinto di Porsenna, che secondo la leggenda aveva al centro la misteriosa tomba del Lucumone, di cui narra Plinio il Vecchio.

Seguendo il diramato percorso si raggiunge – sotto la piazza della Cattedrale, quasi in asse con la torre campanaria – una grandiosa cisterna etrusco-romana con le pareti scavate nella roccia arenaria. Risale al I secolo a.C. e ha pianta circolare, diametro di oltre sei metri e altezza di circa otto; su un pilastro centrale in travertino si impostano due arcate che dividono la parte superiore in due volte a botte. I blocchi di travertino sono uniti con grande precisione senza l’ausilio di calce e le pareti mostrano in alto ancora tracce dell’intonaco, detto cocciopesto, che doveva renderle stagne. Originariamente la cisterna era utilizzata come riserva idrica, probabilmente anche in caso di incendio; per far defluire l’acqua al fine di pulirla, si sfruttavano forse i preesistenti cunicoli etruschi. La visita della cisterna è possibile dal 1954, ma vi si accedeva dalla piazza, mentre nel 1995 si è provveduto a riaprire il collegamento dei cunicoli con la cisterna stessa.

Il percorso prosegue risalendo nella torre campanaria, del XII secolo, che in origine fu struttura difensiva in conci squadrati di travertino e venne poi trasformata nel 1585 in campanile della Cattedrale con l’aggiunta della cella campanaria in laterizi. Una moderna (1994) scala di 142 gradini permette di raggiungere la terrazza superiore, dalla quale si può fruire di un eccezionale panorama che spazia fino a Montepulciano, al lago Trasimeno, all’Amiata e alla Valdichiana.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]