fungai

Originariamente collocata sull’altare maggiore della cattedrale, di patronato della famiglia della Ciaja, la tavola fu trasferita al tempo del vescovo Pannilini (1775-1823) all’interno della cappella del SS. Sacramento. Vi è raffigurata la Natività di Gesù tra i Santi Secondiano M. e Girolamo. Sui pilastri laterali, dall’alto verso il basso e da sinistra a destra sono visibili: San Gabriele Arcangelo, San Lorenzo, Santa Caterina d’Alessandria, Maria Vergine annunciata, San Sebastiano, Santa Caterina da Siena. Sulla predella, tra  gli stemmi della famiglia della Ciaja, da sinistra si susseguono: San Secondiano percosso e torturato con il fuoco e l’aculeo; Decapitazione di San Secondiano; Adorazione dei Re Magi; San Girolamo che estrae una spina dalla zampa del leone; San Girolamo penitente nel deserto. L’opera ha goduto, pur nella ristretta attenzione critica, di una ovvia stabilità attributiva, che l’ha agevolmente associata al nome del pittore senese Bernardino Fungai (1460-1516). La maggior parte degli studiosi assegnano il dipinto agli inizi del XVI secolo. In esso si conservano le più qualificate innovazioni tratte dalla lezione di Francesco di Giorgio e dell’Orioli, come la tipologia architettonica della capanna, ma anche le novità lombarde portate a Siena da Girolamo da Cremona, come la tipica figura di Dio Padre nella parte superiore della composizione. In effetti è proprio nelle opere della maturità che il Fungai, forse sull’esempio delle prove senesi del Pinturicchio, sembra convertirsi ad una pittura più pacata, caratterizzata dalla presenza di personaggi dalle pose fin troppo composte e manierate, e dalla ripetizione, con minime varianti, dei medesimi schemi compositivi, come evidenziato dal confronto con la tavola di analogo soggetto oggi al Metropolitan Museum di New York.